1000 Querce

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Mese: novembre, 2011

Una Zebra per Vicino

Vivere in una citta’ che si chiama 1000 Querce sembra gia’ strano; ancor di piu’ se si considera che la cittadina in questione si trova nella Valle dei Conigli… ma avere un vicino Zebra sembra quasi di vivere in una favola…

Cinque settimane fa, quando io ed il Doc non avevamo ancora preso possesso fisico della proprieta’, siamo venuti ad ammirare la nostra magione di 1000 Querce con vista sulla tranquilla Valle dei Conigli.

“Vieni a vedere” sbraita il Doc dalla stanza ad angolo che diventera’ il nostro ufficio “c’e’ una zebra alla finestra!!!”
“Una zebra? Ma dai…”
“Si, si, una zebra, li’ nella casa davanti al patio”

Raggiungo il Doc nella stanza in questione, ma non vedo nessuna zebra
“Giuro che c’era una zebra a quella finestra” ribadisce il Doc

In effetti qualcosa che ricorda una zebra c’e’: un ombrello bianco e nero vicino all’entrata

“Hmmm sara’ qualcuno che tifa Juve a giudicare dall’ombrello” dico entusiasta e aggiungo “Ma ci pensi, un tifoso juventino!!! Chi l’avrebbe mai detto che avrei trovato un tifoso juventino proprio qui a 1000 Querce nella Valle dei Conigli! Ma questa e’ la combinazione delle combinazioni, quasi come vincere alla lotteria (peccato per i $$$)… ci pensi se la Juve dovesse vincere lo scudetto, che baldoria facciamo qui io ed il vicino?” Il mio entusiasmo non lascia dubbi sulla contentezza che provo ad avere un vicino tifoso della Juve.

Il Doc mi guarda un po’ stralunato, lui che di calcio non si interessa mai se non quando ci sono i mondiali.

Continuiamo a stare li’ a guardare fuori dalla finestra in silenzio, sperando nell’apparizione dell’animale in questione. E proprio mentre me ne stavo andando certa delle visoni del Doc, che fino a che immagina di vedere una zebra e’ meglio che immaginare di vedere la donzella scosciata-e-scollacciata-con-calze-a-rete-nere-autoreggenti-e-stivaloni-alti-sopra-il-ginocchio del The Coffe Bean, ecco apparire un vello striato davanti alla finestra.

“Caspiterina, quello era proprio un manto zebrato” dico sgranando gli occhi “l’ho visto anche io. Sembra uno di quei tappeti fatti con la pelle d’orso, ma questo e’ di zebra…”

E cosi’ da quel giorno, ci rendemmo conto di avere una zebra come vicino e quando mi alzo al mattino e vado in cucina a preparare la colazione e guardo fuori dalla finestra, il mio primo saluto e’ “Ciao Zebra”

PS: Questa e’ la targa di una macchina vista a Boston, MA, nel lontano anno 2000

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Accadeva 5 anni fa..

No, non quello, ma questo!!!

 Buon anniversario, Doc

Guerra di prima mattina

Il primo giorno in cui ci siamo formalmente trasferiti nella magione di 1000 Querce,  tranquilla e ridente cittadina della California del Sud, io ed il Doc abbiamo subito dovuto affrontare una guerra impari: due (io e lui) contro un esercito formato da una miriade di soldati.

Appena aperta la porta che separa il garage dalla scala interna, che vedo li’ sullo zoccoletto bianco a sinistra della scala???? Una fila nera, nerissima… non sono tarantole, non sono scorpioni, ma sono formiche che salgono su su su… Seguo il filo nero… che continua imperterrito sullo zoccoletto… scala, soggiorno, cucina, fino alla pattumiera dove si eclissa.

ARGHHHH vedo il terrore negli occhi del Doc!!!! Non e’ ancora entrato in casa che la sua proprieta’ e’ gia’ stata invasa… Altro che maluni, malviventi e malandrini, qui il nemico e’ quasi invisibile e quindi ben piu’ difficile da scovare e stanare. Non solo, ma si nasconde chissa’ dove e poi ZACK quando meno te lo aspetti, esce fuori e colpisce senza pieta’. Mentre io corro a prendere la scopa e paletta, odo una serie di PATACK-PATACK -PATACK che “sembrano” tanto delle pestate…

Mi appresto a raccogliere piu’ formiche possibili per sottrarle all’ira del Doc, che in genere e’ un essere tranquillo, ma diventa una furia quando qualcuno cerca di impadronirsi delle sue cose (particolarmente delle penne che lui tiene in sacrosanto ordine sulla sua scrivania… ma questa e’ un’altra storia che prima o poi raccontero’…). Raccolgo le fortunate sulla paletta e le vado a buttare fuori vicino alla collinetta dietro casa. Sono tantissime e sembrano moltiplicarsi senza sosta. Il Doc sta pensando ad un modo rapido ed indolore  (per lui, non per le poverette) per sterminarle.

Dopo qualche ora la situazione–grazie a me–e’ sotto controllo e solo qua e la’ in cucina trovo qualche formichina. A fine giornata, un urlo si leva dal bagno vicino al salotto
“ARGHHHH UN’ALTRA FORMICA QUI NEL BAGNO!!!” urla il Doc.
“Ti prego, prendila e portala fuori. E’ vero che fai cosi’? Dimmi che l’hai presa e portata fuori…” gli rispondo.
“Si, si, non ti preoccupare, ho fatto proprio cosi’. Pero’ era una formica sommozzatrice e ha detto che sarebbe uscita dallo scarico del gabinetto”.

Il suo volto ‘satanico’ non lascia dubbi sul destino della poveretta…

PS: Dopo diversi attacchi nei giorni susseguenti, mi sono risolta a mettere delle trappole prima di partire per un viaggio di una settimana. Al ritorno, una delle trappole era piena di formiche morte che galleggiavano nel liquido traditore.
“Doc, guarda questa trappola, ha funzionato” gli ho detto mostrandogli la fossa comune
“Bene, benissimo” ha risposto il Doc e dopo qualche secondo ha aggiunto “Pero’ lasciala ancora li’, che serva di lezione a quelle che sono ancora in giro per casa”
In quel momento ho pensato che il Doc e’ meglio averlo come amico…

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Incontro mattutino al caffe’ di 1000 querce

Qualche settimana fa quando vivevamo accampati in albergo perche’ non avevamo ancora preso possesso della magione, ogni mattina io ed il Doc ci recavamo a far colazione al The Coffee Bean di 1000 Querce, ridente e tranquilla cittadina situata nella Valle dei Conigli, nel sud della California.
Una mattina, inaspettatamente, ecco che cosa succede…

“Ueh la peppa” esclamo imitando Fiorello che imita Mike Buongiorno “sta entrando una tipa che e’ tutto uno spettacolo…”
Il Doc e’ seduto di schiena, ma io, che vedo il tutto e conosco il mio POLLO, o meglio TACCHINO, so come stuzzicare sua la curiosita’ e aggiungo “Ha una scollatura vertiginosa che sembra un canyon”
“Dove dove dove?” chiede impaziente il Doc che mi ricorda i cani dell’esperimento di Pavlov
“Ecco, sta passando dietro di te”

Con fare noncurante, il Doc si volta leggermente alla sua sinistra e vede il retro della donzella in questione. Ella indossa vestito nero paurosamente corto, calze a rete e stivali scamosciati neri fino sopra al ginocchio dotati di zeppa. Dalla porta alla cassa, la donzella viene virtualmente spogliata piu’ e piu’ volte da tutta la fauna maschile e testosteronica presente nel locale.

Dopo 5 minuti, la donzella si appresta a sedersi con il suo beverone mattutino.
“Gulp… certo che non e’ timida…” mormora il Doc con aria di chi fa finta di non vedere ma ha l’occhio da aquila
“Effettivamente” confermo io “dico, ma ti pare il modo di andar in giro vestita cosi’ a quest’ora del mattino?”
“E che male c’e’?” esclama l’occhio d’aquila sperando che tali incontri siano piu’ frequenti

Cosi’ un commento tira l’altro, considerando che Thousand Oaks non e’ molto distante dalla San Fernando Valley (noto luogo dove soggiornano signorine che lavorerebbero alle dipendenze di Rocco Siffredi) e notando l’ora  mattutina, chiedo al Doc
“Ma una tipa cosi’ che lavoro puo’ fare?”
E lui con aria pacifica risponde “La mia segretaria…”

Fosse finite qui, ma non e’ finita qui…

Un quarto d’ora dopo, quando usciamo, io mi attardo a spaciugare un cane di un cliente seduto fuori mentre il Doc si dirige verso la macchina, una BMW grigio perla denominata “Pivotta” (la zocc**@… dico io perche’ con Lei non ho mai avuto un grosso feeling) seguendo un percorso piu’ tortuoso e meno diretto di quello che avrebbe potuto fare.
“Chissa’ perche’?” mi chiedo.

Dopo avero spaciugato il cane per 3-4 minuti, vado verso la macchina facendo il suo stesso percorso e li’, seduta sulla panchina seminascosta da un albero chi vedo??? Eh gia’… Proprio ella, beverone in mano, gambe accavallate e scosciate.
Arrivo alla macchina e vi trovo un Doc con una faccia allibita, come se avesse avuto una visione mistica.
“Non pensare che non sappia a cosa stai pensando, mostro malefico che non sei altro!!!” gli dico.
E lui con fare serafinico tipo angioletto-sceso-in-terra-in-periodo-di-pasquetta ed aria da visione dall’altro mondo commenta “Ma hai visto, aveva anche le calze autoreggenti con il pizzo!!!”

It’s my Birthday

Oggi e’ uno di QUEI giorni che capitano una volta all’anno. Puntialissimi e imperturbabili arrivano sempre. C’e’ chi li detesta (il Doc) e chi li adora. Io li adoro. Peccato che durino solo 24 ore o anche meno se si pensa che una buona parte viene trascorsa dormendo.

E ora vado a festeggiare a Philadelphia, metropoli della Pennsylvania orientale. Buona giornata

11.11.11

Con una data cosi’ non potevo non incominciare il mio blog oggi.
E’ una data affascinante: si legge da sinistra a destra e da destra a sinistra. Rappresenta anche uno di quesi casi dove la data e’ uguale per gli Italiani, che prima indicano il giorno e poi il mese, e per gli Ammmericani, che prima indicano il mese e poi il giorno. Accade una volta ogni 100 anni, e considerando che proprio domani compiro’ 43 anni, dubito di riuscire a vivere cosi’ a lungo da vedere il prossimo 11.11.11

Una magione nella citta’ di Thousand Oaks, ovvero 1000 querce, ridente e tranquilla cittadina situata nella Conejo Valley o Valle dei Conigli nel Sud della California, a 45 miglia a nord-ovest di Los Angeles che senza traffico si fanno in 45 minuti, ma con il traffico ci si impiegano anche 2 ore.

Io ed il Doc ci siamo trasferiti qui a 1000 querce l’8 ottobre 2011 dopo aver vissuto 11 anni a Boston, MA, e 5 anni a Philadelphia, PA.
Ora siamo in questo posto da favola, 1000 querce e qui racconto estratti della nostra vita quotidiana.

Let’s the fun begin…
Buon divertimento