1000 Querce

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Mese: gennaio, 2012

Buon Compleanno AA


Sembra quasi impossibile, ma oggi questa piccoletta–che altro non e’ che la mia adorata nipotina AA–compie la bellezza di 9 ANNI.

AA (come si definiva lei) adesso va a scuola, frequenta la 3a elementare e ha pure un filarino di nome T. Questa bimba e’ un vero spasso e io ed il Doc siamo fieri di essere i suoi zii (cosi’ come lo siamo degli altri due nipotini, P e T). Comunque, AA e’ l’unica nipotina femmina ed in questi anni, io ed il Doc ci sbellichiamo dalle risate ricordando alcuni episodi come questi:

Nel maggio 2005, AA e’ un frugoletto di 2 anni e mezzo. Un sabato fa particolarmente caldo e la mamma l’ha vestita con dei pantaloni capri verdi, una maglietta coloratissima, un paio di sandaletti e occhiali da sole che le danno un tocco particolarmente chic.  Volendo io insegnare alla mia nipotina qualche parola di inglese, la guardo e le dico “AA, sei veramente cool” che a lei suona come “AA sei veramente cuuul” e senza un minimo di esitazione, dal suo metro scarso di altezza, mi guarda e ribatte “No, tu c**o” . Ovvio che la mia mandibola e’ cascata e dopo pochi secondi mi riprendo e con grande premura le spiego che COOL in inglese vuol dire carino, ganzo, figo, tosto, etc.

Qualche mese dopo, nell’ottobre 2005, mi presento a casa con la mia assistente K. che non spiaccica una parola di italiano. A K. piacciono molto i bambini e si diverte a giocare con AA ma non sapendo l’italiano ha qualche problema a capire cio’ che AA dice o vuole farle fare. Ad un certo punto AA si rivolge verso di me e chiede “Ma se urlo mi capisce?”

Sempre in quel periodo sono in Italia con K, che essendo americana ha altri gusti nel vestire e non si rende conto che andare in giro a Torino con cappottino e infradito ad ottobre non e’ proprio “normale”. Comunque, quel giorno la mamma e’ alle prese con AA che fa un po’ la monella.
“AA vai a metterti le scarpe che dobbiamo uscire” le intima la mamma, ma AA non ci sente.
“Insomma, mettiti le scarpe” le ripete, ma AA non ubbidisce.
“Perdinci, vai a metterti le scarpe!!! Non si esce con le ciabaaaaaatteeeeeee!!!” sbraita la mamma con quel poco di pazienza che le e’ rimasta
AA senza fare una piega la guarda e indicando le infradito di K. risponde “E perche’ lei le ha?”

L’anno scorso AA e’ alle prese con le operazioni e sta facendo i compiti.
La nonna controlla i compiti e  vede un erroraccio 5-5=5
“Ma come” sbotta la nonna “5-5=5? Ma se hai 5 pomodori e ne mangi 5, quanti ne rimangono?”
E AA senza esitazione risponde “5 nella pancia”
AA alla tenera eta’ di 7 anni ha scoperto il principio di conservazione di massa “Nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma”

Conversazione tra AA e una sua compagna di scuola che cerca di farla ingelosire.
“Sai” dice E. ad AA “io a casa mia ho una stanza delle bambole. I miei genitori mi regalano bambole e le mettono nella stanza. E tu, ce l’hai una stanza delle bambole?”
AA prontamente risponde “No, una stanza delle bambole a casa mia non ce l’ho, pero’ ho una stanza in California.” Priceless!!! :o)

All’inizio di Dicembre 2011, il Doc e’ a Dubai ad una conferenza. Durante un collegamento Skype, AA vede suo zio in un locale con alto sottofondo musicale e gente intorno che si dimena. AA, che ha sempre visto suo zio come una persona tranquilla e pacata, si gira verso di me e commenta “Non pensavo che lo zio fosse TIPO da discoteca!” Cara AA, ancora qualche anno e poi ti raccontero’ un paio di storie su tuo zio che non e’ proprio cosi’ tranquillo e sornione come sembra…

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Giornata Memorabbbbile

Oggi per il Doc e’ una giornata MEMORABBBILE. Perche’? vi chiederete voi che gia’ state elucubrando sul motivo di tanta memorabilita’…

Promozione? Il risultato dell’ecografia? L’arrivo di amici/parenti dall’Italia? L’approvazione di un nuovo farmaco che curera’ tutti i diabetici/obesi del mondo e dara’ tanta fama al Doc?

No, nulla di tutto questo, ne’ promozioni, ne’ bambini, ne’ amici o parenti in arrivo e tantomeno nessuna traccia del farmaco che curerebbe il male del mondo.

Oggi il Doc ha il suo primo appuntamento per tagliarsi i capelli a 1000 Querce. Per il Doc questo e’ un momento che ha il sapore del panico, lo stesso che proverebbe se davanti a se’ avesse la forca ad aspettarlo.

Il Doc e’ un essere estremamente metodico. Da quando era alto cosi’ e fino a quando ha vissuto a R, una cittadina alla periferia di Torino e da lui definito “il posto piu’ bello del mondo”, il Doc e’ sempre andato dallo stesso barbiere e quando esso e’ andato in pensione, e’ andato dal figlio del barbiere che aveva imparato a dovere il mestiere dal padre, aveva conosciuto il Doc durante gli anni di apprendimento e pertanto ne conosceva i gusti.

Poi pero’ all’eta’ di 34 anni il Doc e’ emigrato negli USA e da li’ e’ incominciato il suo calvario…

Inizialmente, ha provato un paio di barbieri nella zona in cui abitava con risultati disastrosi e maledizioni post-taglio; poi, grazie alla mafia-connection di Boston, ha trovato Meeerrio (con la E lunga e la R rotulante), barbiere di chiare origini italiane che tagliava i capelli proprio come piace al Doc. Purtoppo pero’, dopo qualche anno il salone di Meeerio ha subito qualche ristrutturazione ed e’ stato chiuso per diversi mesi ed il Doc ha dovuto cercare un altro tagliatore di chiome.

Dopo qualche mese di prova e riprova con risultati catastrofici, ho mandato il Doc dal mio parrucchiere Chris, sapendo che se avesse tagliato i capelli del Doc come piace a lui, il Doc sarebbe diventato un suo affezionatissimo cliente (cosa che si e’ effettivamente avverata nonostance lo scetticismo di un Doc senza speranza). Per anni e ogni 3-4 settimane, Chris si e’ occupato del look del Doc con grande gioia da parte di quest’ultimo che aveva finalmente trovato un degno successore del suo amatissimo barbiere italiano.

L’idillio e’ durato all’incirca 7-8 anni, ovvero fino a quando il Doc ha trovato lavoro a Philadelphia.  Beh, in realta’ all’inizio non e’ stato un grosso problema perche’ essendo io sono rimasta a Boston per circa 15 mesi dopo il suo trasferimento, il Doc veniva a Boston ogni 15gg e andava da Chris ogni volta che doveva tagliarsi i capelli. Poi, a Novembre 2006 ci siamo sposati e alla mia decisione “Mi trasferisco a Philadelphia” ho notato un’espressione di angoscia dipingersi sul suo volto  (non so bene se per doversi cercare un nuovo barbiere o per dover dividere nuovamente la casa con me…)

Per qualche mese dopo essermi trasferita a Philadelphia, io ed il Doc andavamo a trascorrere il weekend a Boston e guarda caso, i weekend coincidevano proprio con il suo taglio di capelli. Poi, alla fine, ha dovuto cedere all’evidenza e cercare un barbiere a Philadelphia. Stessa trafila di prova e riprova, maledizioni e murtacci-tua, il Doc dopo 3 anni ha trovato un parrucchiere a 500m da casa. Tutto e’ andato bene fino a quando… il Doc ha trovato un lavoro a 1000 Querce, nel sud della California!

Abbandonati i propositi di andare a trascorrere il weekend a Boston o a Philadelphia, il Doc in questi 4-5 mesi ha tergiversato a cercare un barbiere anche perche’ e’ stato in Italia nel posto-piu’-bello-del-mondo e li’ ha potuto tagliarsi i capelli ben due volte: appena arrivato e il giorno prima di partire. Ora, dopo 2 mesi il Doc si sente come il cugino It e ha deciso di armarsi di forza e coraggio e andarsi a tagliare i capelli…

Oggi alle 3pm ora di 1000 Querce, il Doc si siedera’ su una sedia davanti ad uno specchio, ordinera’ al tagliatore o tagliatrice di chiome come vorra’ avere i capelli (come lui), avra’ un brivido che gli percorrera’ tutta la spina dorsale da cima a fondo e da fondo a cima ed incomincera’ a sgranare il rosario nella speranza che “Iddio gliela mandi buona…”

Al suo ritorno a casa, correro’ ad ammirare il nuovo look del Doc e ovviamente domani riferiro’ i suoi commenti a caldo.

PS: Ho dovuto aspettare fino ad oggi a pubblicare il commento perche’ il Doc ha dovuto rimandare l’appuntamento a questa mattina. Devo annunciare che, con grande soddisfazione del Doc, il taglio e’ andato bene e lui sembra aver trovato la sua tagliachiome al primo colpo!

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1000 Querce B&B

Dal 24 dicembre, il Bed & Breakfast di 1000 Querce e’ ufficialmente aperto. Infatti proprio quel giorno sono arrivati i primi due ospiti dall’Italia, I & I, che hanno dimorato nella nostra magione per tutte le feste e sono ripartiti il 2 gennaio.

Grandi fermenti e preparativi hanno riempito serate e week-ends miei e del Doc prima del loro arrivo perche’ la magione era ancora in uno stato di avanzato disordine (in particolare la stanza dei miei hobbies che e’ ancora avviluppata in un incontrollabile caos entropico) ma nonostante tutto siamo riusciti a sistemarla in modo presentabile. Unica pecca: la mancanza del letto nella stanza degli ospiti; pertanto I & I hanno dovuto dormire sul divano nell’ampio ma un po’ spoglio salotto.

I & I sono una giovane e simpaticissima coppia. Io conosco l’I maschio da quando e’ nato ma per vicissitudini diverse, l’ho perso di vista quando aveva circa 15 anni e l’ho ritrovato  un paio di anni fa grazie a Facebook (anzi, e’ stato lui a trovarmi) grande e sposato con l’I femmina.  L’I maschio fa il musicista di professione, suona la chitarra e compone musiche per cantanti e per pubblicita’;  l’I femmina e’ un’informatica e ovviamente e’ diventata l’eroina del Doc non solo perche’ il Doc ha un’ammirazione profonda per le donne che se ne intendono di informatica ma anche perche’ ha inaspettatamente trovato un cavo che il Doc ha cercato per tutta la casa senza sosta e senza successo. A quel consiglio buttato li’ quasi  per caso “guarda in quell’armadietto” il Doc si e’ quasi messo a ridere ma essendo un gentiluomo ha aperto l’armadietto senza far commenti e con grande stupore ed infinita ammirazione vi ha trovato il suddetto cavo.

I nostri ospiti hanno apprezzato molto la magione ancora odorante di nuovo e la tranquillita’ di 1000 Querce e della Valle dei Conigli che il Doc invece rifugge come la peste bubbonica.

Nei 10 giorni di permanenza, abbiamo festeggiato il Natale e l’inizio del 2012, riso a crepapelle, detto strafalcioni, guardato improponibili programmi di soap opera su YouTube, sgrufolato bagna cauda, pizzoccheri e pizza fatta in casa, assaporato il caldo tepore del sud della California, guidato su e giu’ per valli (che qui si chiamano canyons), visitato Los Angeles, Malibu, Hollywood, Beverly Hills, Santa Monica, Santa Barbara e anche fatto un mini-viaggio di 3 giorni e 2 notti a San Francisco. Insomma, abbiamo trascorso 10 giorni di pura allegria.

Per I & I e’ stato il primo viaggio negli USA e a detta loro “alquanto indimenticabile”. Grazie I & I  per esserci venuti a trovare, averci fatto trascorrere il primo Natale ed il primo Capodanno californiano all’insenga dell’allegria ed aver alleviato le nostre solitarie serate a 1000 Querce. Ci mancate moltissimo. Pero’ la prossima volta, lasciare il virus del raffreddore in Italia altrimenti il Doc vi mette in quarantena prima di entrare nella nostra magione.

Vi auguro che in Italia vi abbiano accolto a braccia aperte proprio come nel video qui sotto. A presto

PS: Un grazie particolare ad Alison Manning di New England Stamper che mi ha permesso di usare la foto della sua bellissima ghirlanda con le margherite ritratta all’inizio del racconto.

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