1000 Querce

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Mese: marzo, 2012

La Casa a Luci Rosse

Io ed il Doc non abbiamo ancora avuto modo di conoscere i vicini, a parte la Zebra dirimpettaia di cui peraltro non sappiamo nulla se non che ha un cane pechinese a cui piace poco uscire ed una figlia adolescente a cui piace molto uscire, ed il vicino all’altra estremita’ dell’edificio che ha due cani husky Sasha e Sadie.

Curiosi come due esseri che vivono nella provincia americana (e che mai si sarebbero sognati di fare una cosa del genere se vivessero ancora in citta’), quando usciamo e passiamo attraverso il complesso di case guardiamo sempre intorno per vedere se riusciamo a cogliere la presenza di un’anima viva a noi ancora sconosciuta. A dispetto degli ormai 6 mesi di residenza nel complesso di 1000 Querce, i nostri sforzi sono stati molto vani…

Tuttavia io ed il Doc qualche giorno fa siamo arrivati alla conclusione che colui che abita nella casa uguale alla nostra e vicino alla strada dev’essere sicuramente un regista di film a luci rosse.

Un paio di altri particolari hanno indotto me ed il Doc a convincerci sulla vera natura professionale del vicino.

Il primo particolare e’ che la casa e’ dotata di tendaggi dal tessuto a trama piuttosto fitta, quasi dei broccati, di colore rosso, colore assai sospetto.

Il secondo particolare, anch’esso assai sospetto e’  che tutte le finestre sono coperte da tali tendaggi e cosa ancora piu’ strana la luce che traspare dai broccati ha la stessa intensita’ in ogni finestra, quasi come se l’inquilino avesse le stesse lampade in tutte le stanze, lampade che lascia perennemente accese tutte le sere.

Il terzo particolare, veramente molto particolare, e’ che tale vicino spesso lascia fuori i bidoni della spazzatura anche per due notti dopo che sono passati a raccoglierla e questo nonostane ci siano le luci accese in tutte le stanze, quasi come se fosse stato cosi’ impegnato da dimenticarsi di ritirarli.

Il quarto particolare, che e’ veramente palese e che conferma pienamente la nostra convinzione, e’ che 1000 Querce si trova non lontano dalla Valle di San Fernando, che pur essendo una valle dedicata ad un santo e’ popolata da donzelle che non sono proprio delle sante ma piu’ delle conglie, come quella che io ed il Doc avevamo visto di prima mattina nel caffe’ di 1000 Querce lo scorso novembre (per chi non se ne ricordasse, la storia e’ qui)

Ovviamente il Doc quando passiamo davanti alla casa a luci rosse non puo’ fare a meno di pensare a quali turpi attivita’ possano accadere dietro quei tendoni a luci rosse. Forse sara’ il caso che io metta qualche tagliola intorno a casa che serva per decimare le conigliette, possibilmente quelle di Playboy…

PS: In segno di rispetto alla bacchettonaggine americana, tale storia non verra’ tradotta in inglese — Sorry

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Questione di Motivazione

Forse lo sanno e forse mi conoscono… Il fatto e’ che se nella palestra di 1000 Querce non mi vedono, dopo 4 giorni mi mandano il seguente messaggio email per ricordarmi quanto sia importante fare esercizio [se solo sapessero quante volte al giorno me lo ripete il Doc!!! Anzi, e’ stato proprio lui a costringermi ad iscrivermi!!!]

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Anche il piu’ motivato sportivo [che non sono sicuramente io] alle volte trova duro essere motivato [per l’appunto, questa invece sono io]. Ecco alcuni suggerimenti per aiutarti a mantenere il tuo entusiasmo:

  • Ricorda a te stesso come ti senti bene dopo aver fatto esercizio fisico [dolore ai muscoli, stanchezza, sonno, voglia di mettermi a letto e non alzarmi piu’ per una settimana… ecco, io il piacere di sentire il benefico dolorino del corpo proprio non lo capisco…]
  • Datti una pacca sulla schiena dopo ogni visita – l’85% della popolazione e’ sedentaria [e lo sarei anche io se non avessi sposato un Doc che ha pure scelto Medicina dello Sport come argomento di laurea!]
  • Datti degli obiettivi realistici ma di breve durata. Questi obiettivi possono essere semplici come andare in palestra 3 volte alla settimana [TRE VOLTE???? ma sono TANTISSIME!!!!] oppure rendili ancora piu’ personali pensando di riuscire ad indossare un vecchio paio di jeans [non e’ certo il mio caso, primo perche’ non sono cambiata di peso piu’ di tanto dai tempi della maturita’ e secondo perche’ non tengo un vecchio paio di jeans]
  • Coinvolgi un partner; sarai meno motivato a sgamare una sessione in palestra se qualcuno ti aspetta  [gia’ fatto!!! il mio fitness partner non e’ colui che mi aspetta in palestra ma colui che mi costringe ad andarci!!!]
  • Non essere troppo duro con te stesso: va bene sgamare una sessione in palestra se l’esercizio fa parte del tuo stile di vita [io sgamerei volentieri la maggior parte delle sessioni in palestra…]

La cosa piu’ importante e’ di non lasciare i tuoi obiettivi incompiuti [ecco, su questo punto siamo entrambi d’accordo. Poche volte lavoro su piu’ di un progetto alla volta e sicuramente mai due progetti dello stesso tipo perche’ odio incominciarne uno e non finirlo prima di incominciarne uno nuovo — es. i lavori a maglia o a punto croce]

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La doppia personalita’ del Doc

Qualche settimana fa, Doc si e’ trasformato in uno dei suoi personaggi preferiti: Jason Bourne. Doc guarderebbe la trilogia di Bourne una volta alla settimana e solo il mio fermo rifiuto lo costringe/convince ad evitarmi questa tortura che pero’ si ripete puntualmente ogni 3 o 4 mesi.

“Guarda un po’ cosa non ti vado a scoprire….” Doc mi ha scritto in un messaggio email “Anche io quando mi e’ venuto il sospetto ho detto come Bourne….” It’s wrong….. the car, the way he is dressed, it’s just wrong.”

Tutto e’ partito da una richiesta di  un’azienda biotech che sosteneva di aver sviluppato un farmaco miracoloso in grado di curare il diabete di tipo 2. L’azienda sosteneva che l’azienda del Doc non poteva rifiutare un’opportunita’ cosi’ allettante e declinare l’offerta di visionare tutti i dati disponibili e confidenziali.

Ma qualcosa nella mente del Doc gli ripeteva “Mai fidarsi di nessunI” (si, con la I finale).

Cosi’, prendendo spunto da due indizi—la fermezza con cui l’azienda sosteneva di avere una panacea per il diabete ed il cognome  dell’amministratore delegato dell’azienda dove lavora il Doc scritto in modo sbagliato—il Doc si e’ impersonificato in Jason Bourne nel film The Bourne Supremacy e si e’ scatenato a trovare le prove del suo dubbio.

Una ricerca su Google ed il Doc/Jason Bourne ha trovato che qualche anno prima questo farmaco era stato somministrato ad una paziente causandone la morte. Fine della storia. Il Doc ha stilato un preciso e breve messaggio al direttore del Business Development della sua azienda in cui ha riferito l’accaduto con tanto di citazione, ha espresso il suo dubbio su alcuni dati clinici che ritiene incompleti e ha suggerito di declinare l’offerta di visionare ulteriormente i dati clinici relativi al farmaco miracoloso.

A fronte di questo successo, temo che il Doc mi fara’  presto vedere la trilogia di Jason Bourne…