1000 Querce

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Mese: aprile, 2012

In Fermentazione

La fermentazione e’ un interessantissimo processo biochimico. Ce ne sono di tantissimi tipi ma le fermentazioni piu’ conosciute sono quella alcolica e quella lattica (che ci rende stanchi quando facciamo troppa attivita’ fisica o che trasforma il latte in yogurt).

Ebbene, questa sera a 1000 Querce, tranquilla e ridente cittadina della California del sud, si sta svolgendo un’altra fermentazione: la fermentazione da arrivo!!! Io ed il Doc siamo due esseri in fermentazione per l’arrivo dei nostri amici P & E, i secondi ospiti ad essere accolti nella nostra magione di 1000 Querce.

La fermentazione e’ resa ancora piu’ fermentativa dal fatto che i due amici erano convinti di atterrare nella landa del sole perenne domenica; invece, grazie ad un commento fatto solo due giorni fa, si e’ scoperto che partono sabato mattina e pertanto arrivano lo stesso giorno.

I due ospiti arriveranno domani poco dopo mezzogiorno, verranno prelevati all’aeroporto di LA e subito portati nella magione. Qui resteranno per una settimana (si, solo una, sigh), ma io ed il Doc gia’ ci assaporiamo le chiaccherate e le risate che faremo con P & E.

Buon viaggio P & E. Vi aspettiamo!!!

DINK nell’anima

Il viaggio Chicago-Cincinnati e’ stato una specie di incubo. Non come quello dell’andata, ma comunque non e’ stato particolarmente piacevole.

Il moscerino era lo stesso o per lo meno delle stesse dimensioni e ad un certo punto ha incominciato a traballare, vibrare, sobbalzare e muoversi in modo sinistro. Aggrappata ai mancorrenti  del mio sedile confessavo i miei peccati nella speranza di essere assolta nel caso di un cedimento strutturale del velivolo.

Vicino a me, una mamma munita di nanetto biondo e per niente preoccupato mi faceva un po’ di coraggio. Il nanetto, che avra’ avuto piu’ o meno 2 anni, non e’ mai stato fermo, parlava in continuazione, scaraventava i suoi giochi a destra e a manca e si dimenava come un ossesso.

Durante il viaggio durato per fortuna poco piu’ di un’ora, il suddetto nanetto ha cercato
1) di colorare il libro che stavo leggendo, libro che appartiene alla mia amica E (che se oltre al libro maculato–vedi storia precedente–le porto anche il libro colorato con pennarelli fosfoferescenti, mi depenna dalla lista di persone a cui prestare libri),
2) di appropriarsi del mio iPhone  allungando le manine (= tentacoli da piovra) che arraffavano tutto cio’ che trovavano a portata di mano,
3) di mangiare i miei pretzel che costituivano la mia unica fonte di carboidrati per tutta la giornata nonostante a lui la hostess avesse dato un pacchetto appena salito a bordo (ma si sa, l’erba del vicino e’ sempre piu’ verde…)
4) di indottrinarsi di informazioni reperibili su tutte le riviste presenti a bordo che essendo pero’ riviste non propriamente interessanti, dopo una veloce occhiata venivano regolarmente scaraventate per terra,
5) di deliziare per quasi tutto il viaggio i passeggeri del volo Chicago-Cincinnati con canti incomprensibili e con toni tendenti all’acuto tipo scimmietta urlatrice, canti che solo la voce della mamma riusciva di tanto in tanto ad interrompere.

Forse non ci sono piu’ i bambini di una volta, o forse non ci sono piu’ i genitori di una volta, o forse il DINK (Double Income No Kids) che c’e’ in me, sta prendendo il sopravvento.

Devo ammetterlo, ho pensato che l’idea del Cargo Kids non e’ poi cosi’ male…  Bisognerebbero metterla in atto almeno per alcuni bambini…. Solo per alcuni ^o^

[Cargo Kids]

PS Un grazie a C. per avermi segnalato il divertentissimo video ^o^

Il Libro Aperto

Se il Doc avesse preso il taxi che ho preso qualche sera fa a Chicago, guidato da una taxista cinesina con le unghie lunghe e laccate di nero, si sarebbe fatto scarrozzare da Chicago a 1000 Querce (3296 km o 2048  miglia)  in taxi e con la scusa di risparmiare qualche $$$, avrebbe diviso le notti in albergo con lei e chissa’ cos’altro avrebbe fatto.

Se il Doc si fosse trovato sul volo Cincinnati-Los Angeles con la hostess con capelli corvini, viso abbronzato, occhi a mandorla contornati di nero e unghie decorate da una perfetta manicure French tip, avrebbe chiesto di volare a Los Angeles passando dall’Europa, Asia e Oceania e possibilmente con un tragitto a zig-zag sopra e sotto l’Equatore.

Secondo me, il Doc, quando ha visto la signorina che riceve i clienti all’entrata del ristorante giapponese in West Hollywood dove siamo andati ieri sera a mangiare il sushi, ha pensato di tornarci per le prossime 3650 cene.

Alle volte, per me, il Doc—dopo 18 anni e un giorno insieme—e’  un libro aperto.

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La Taverna di Corsa

Lo scorso sabato, io ed il Doc stavamo meditando dove andare per cena.

“il mio avvocato dei brevetti, tale B, [un tipo dall’aria molto tranquilla, che infonde calma e padre di due bimbi piccoli, ndr] mi ha detto che il suo posto preferito a Chicago e’ Tavern on Rush” dico io.

Dopo aver guardato il menu sul sito della Taverna, decidiamo di prenotare un tavolo per due, tavolo che e’ disponibile solo alle 21:30. Poco male; sapendolo, ci sgrufoliamo un guacamole & chips (avocado e patatine di mais) da Chipotle per tenere a bada la fame fino alle 9 e mezza di sera.

Poco dopo esserci seduti al nostro tavolo, notiamo una serie di individuE che a gruppetti di 3 o 4 passano davanti al nostro tavolo per andare in bagno. Curiosamente, sono tutte vestite con una minigonna molto corta e scarpe con i tacchi molto alti.

“Beh, a quanto pare, le minigonne sono nuovamente di moda” commenta il Doc con una punta di piacevole sorpresa
“Pare proprio di si” rispondo aggiungendo “sembra di essere ad un raduno di chirughi plastici accompagnati dai risultati delle loro operazioni. In quel tavolo laggiu’, c’e’ un tipo attorniato da 6 signorine che sembrano tutte uscite da uno strip-club… E pure all’altro tavolo vicino alla finestra c’e’ una sfilza di… come posso definirle… ”
“Effettivamente…” ammicca il Doc “ma sai che a me queste cose non interessano…”

Infatti, a lui certe cose non interessano. Comunque, per la cronaca, grazie al suggerimento di B. e all’occhio clinico del Doc che mi indottrinava sui risultati della chirurgia estetica, e all’andirivieni che per tutta la sera e’ transitato davanti al nostro tavolo, alla fine della cena ero in grado di riconoscere signorine dotate di valli siliconate e con un fondoschiena particolarmente sodo.

Sicuramente, una cena diversa dal solito….

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Toppamenti

Quando uno vive in California per qualche mese, pensa che dopo il 21 marzo tutto il resto del mondo che sta al di sopra dell’equatore e non troppo vicino al circolo polare artico diventi ragionevolmente caldo e vivibile con magliettine di cotone, pantaloni leggeri, scarpe primaverili.

Beh, non e’ cosi’ e io ho palesemente toppato a portarmi i vestiti adatti a Chicago, citta’ che viene anche definita “The wind city”, la citta’ del vento. Ci sara’ ben un motivo… Io me ne sto accorgendo ora…

Pre-weekend di ordinaria follia

Giovedi’ scorso verso sera il ed il Doc siamo partiti alla volta di Chicago dove io da sabato presenzio ad una conferenza come ambasciatrice del mio Centro Oncologico.

Dal momento che io ed il Doc stiamo cercando di arrivare ad uno status elevato con le nostre linee aeree preferite (francese io, tedesca lui), siamo partiti con due voli diversi. Appena passati attraverso il controllo, il nostro pre-weekend di ordinaria follia si e’ materializzato cosi’:

1) Il volo del Doc da Phoenix a Chicago in arrivo da San Francisco e’ ripartito con piu’ di 2 ore di ritardo facendogli venire i sudori freddi per riuscire a connettersi ad un’importantissima teleconferenza a cui il Doc doveva partecipare e parlare la mattina successiva;
2) Il mio volo da Los Angeles a Cincinnati e’ partito con un’ora di ritardo facendomi perdere la coincidenza Cincinnati-Chicago;
3) Arrivata a Cincinnati alle 6:30 del mattino, mentre vagavo alla ricerca dell’Help Desk della mia compagnia aerea, ho trovato un messaggio del Doc che mi faceva notare che la prenotazione che avevo fatto con l’hotel era per la notte tra giovedi’ e venerdi’ e che pertanto non avevamo un posto dove andare a dormire quella notte;
4) Dopo aver controllato la prenotazione e verificato lo sbaglio terribile che avevo fatto, mi sono venuti i sudori freddi e le guanciotte tutte rosse. Per qualche minuto non sapevo che cosa fare e avevo tanta voglia di tornare a casa;
5) Trascorsi diversi minuti in preda al panico di dover pagare $400-500 per la notte tra venerdi’ e sabato in un albergo in centro citta’, non ho battuto ciglio–e anzi ho ringraziato il cielo– quando ho prenotato un’altra notte nello stesso hotel alla modica cifra di $220 (in una situazione normale mi sarebbero venuti i capelli dritti a pagare quella cifra… per Chicago intendo);
6) Sul volo Cincinnati-Chicago ho temuto il peggio. L’aereo, un moscerino con meno di 30 posti a sedere, ha fatto un salto di 5-10m, la coca cola nel mio bicchiere e’ stata scaraverntata in aria, le persone hanno urlato, la coca cola e’ ridiscesa sul libro della mia amica E (che ora ha la copertina tutta maculata) e contemporaneamente sui miei occhiali, iPhone, jeans, sciarpa rossa, stivali e borsa, il tutto mentre il mio ultimo pensiero era “Non sono neanche riuscita a dire ciao al Doc”;
7) Il Doc e’ riuscito a presenziare alla sua importantissima teleconferenza e ad essere in un luogo tranquillo e privato (grazie alla mia prenotazione sbagliata…);
8) Dopo la teleconferenza, il Doc e’ caduto in uno stato comatoso post-mal di testa che lo ha ridotto ad una larva per tutto il pomeriggio. Fortunatamente, dopo una dormita di 4 ore, il Doc e’ ritornato nuovo come prima e abbiamo potuto scorrazzare qualche ora per la citta’;
9) Mentre il Doc dormiva, io cercavo di rilassarmi a letto ma di tanto in tanto avevo sussulti di terrore ripensando al salto del moscerino.

Il weekend e’ trascorso piacevolmente tra camminate, mangiate pantagrueliche, gita in barca sul lago con tanto di lavata da farmi sembrare appena uscita da un capitolo del libro “Capitani corraggiosi” e incontri con amici che non vedavamo da tempo.

Dulcis in fundo, nel momento il cui il Doc questo pomeriggio ha cercato di fare il check-in online per il volo di ritorno, ha notato con grande orrore che la partenza del suo volo risultava essere alle 8:50pm e non alle 10:50pm come pensava. Trascorsi venti minuti di panico e un po’ di sensi di colpa da parte mia che gli avevo fatto la prenotazione, il Doc ha trovato il messaggio email originale dove l’orario di partenza era alle 10:50pm. Recatosi all’aeroporto, gli e’ stato detto che il volo delle 10:50pm non esiste piu’ e che la confusione e’ stata causata dal sistema di integrazione di due linee aeree che si sono fuse la scorsa estate. E’ comunque riuscito a prendere il volo delle 8:50pm e ora e’ di ritorno a 1000 Querce.

Tutto e’ bene quel che finisce bene…

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