1000 Querce

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Il Tesoretto Ritrovato

Il giorno dopo aver identificato le coordinate del tesoretto (che si trovava proprio qui) poco prima delle 8 del mattino la quiete della magione e’ stata interrotta dal suono del campanello.

“Chi osa disturbare la quiete della mattina?” tuono dal letto dopo una notte un po’ insonne

E’ l’omino della FedEx con il pacco per il Doc. Si e’ fatto spedire il tesoretto con la spedizione piu’ veloce (e costosa) che potesse scegliere. Il Doc e’ all’apice della gioia per aver ritrovato il suo tesoretto.

“Certo che avresti anche potuto usare la spedizione di 3 giorni” ho rimarcato al Doc quando stava aprendo la scatola con il prezioso contenuto; “visto che ormai l’avevi recuperato, che fretta c’era a riaverlo subitissimamente subito il giorno dopo?”
“Ma sai quanto avrei speso se avessi dovuto ricomperare tutto? Mi sono venuti i sudori freddi ieri sera quando ho controllato il prezzo delle cuffiette”
“Spara Doc, dimmi quanto avresti speso a ricomprare il tutto”
“$700. $500 per le cuffiette e $200 per l’iPod touch”
GULP… Doppio GULP… “Doc, ma fai il tecnico del suono per avere un paio di cuffiette di quel valore? Ma ti sembra il caso???”
“Tu non capisci… quelle cuffiette sono fantastiche… dovresti provarle… quando le usi, non senti nessun rumore esterno… sono essenziali per quando viaggi…”
“Doc, e tu quanti viaggi fai all’anno per GIUSTIFICARE l’essenzialita’ di queste costosissime cuffiette???”
“Abbastanza”

Per il Doc “abbastanza” significa una media di un viaggio al mese. Facendo un veloce calcolo di ammortamento risulta che dopo 12 anni di uso una volta al mese per un viaggio di andata e ritorno, assumendo che tali cuffiette durino tutto quel tempo, il costo di ogni volta che ha usato le cuffiette e’ di circa $3.50 a viaggio. Certo, non costa come comperare le cuffiette sull’aereo che paghi circa $5 a volta, ma e’ anche vero che le puoi riutilizzare, magari non 12 anni… Certo e’ probabile che con l’inflazione il prezzo delle cuffiette acquistabili sugli aerei aumenti… e certo e’ anche probabile che in futuro il Doc viaggi piu’ di una volta al mese ammortizzando ulteriormente il costo delle sue cuffiette cosi’ essenziali…

“Pero’…” aggiunge il Doc quando capisce che sto facendo approssimativi calcoli mentali “io non he lo pagate quel prezzo.”  E tutto fiero aggiunge “Io le ho pagate la meta’!!!”

Ora mi sento meglio Doc, molto molto meglio…

PS: Qualche giorno dopo sul resocondo della mia carta di credito ho potuto vedere il costo della spedizione celere con consegna entro le 8 del mattino. Tale costo e’ stato di $106.89. Quanti $$$ ho speso? Dal suo punto di vista e’ quanti $$$ ho risparmiato! Se avesse dovuto ricomparsi il tutto, sarebbero stati dolori…

Il Tesoretto Perduto

Il Doc e’ un essere estremamente preciso ed ordinato. Sulla sua scrivania ha una serie di tazze con dentro penne, matite, pennarelli, etc tutti rigorosamente messi insieme ai propri simili nell’apposita tazza. Ogni volta che prendo una penna per scrivere e non la rimetto a posto, il Doc, non so come, riesce sempre ad individuare la penna mancante e a cazziarmi visto che solo io posso essere la colpevole del misfatto.

Purtuttavia, alle volte anche il Doc abbassa la guardia e toppa, e quando toppa, toppa alla grande.

Qualche giorno fa, di ritorno da un viaggio sulla costa est, il Doc ha lasciato sull’aereo niente di meno che il suo amatissimo iPod touch. Il problema e’ che se n’e’ ricordato solo quando era gia’ a casa e stava disfando il bagaglio a mano.

A mezzanotte mentre io stavo sferruzzando finendo di vedere un programma sulla vita di Fermi e Marconi, ho sentito una mandria di zoccoli venire giu’ per le scale.

“Porca miseria porca…” urla il Doc “ho dimenticato il mio iPod sull’aereo!!!” seguito da tutta una serie di biiiiiiip-bip-bip-biiiiiip “lo sapevo, lo sapevo, non dovevo metterlo li’…. Biiiip… quel posto sfigato…. biiiiip…bip bip biiiip cerca subitissimo il numero oggetti smarriti della compagnia aerea…. biiiiiip… in fretta, in fretta… biiiip”
Cosi’ a mezzanotte passata abbiamo trovato il numero dell’Ufficio Oggetti Smarriti della compagnia al Los Angeles International Airport e chiamato senza–ovviamente–parlare con nessuno.

Il Doc era ridotto ad uno straccio senza speranza di ritrovare il suo amatissimo iPod touch.

Il giorno dopo, di prima mattina, il Doc ha telefonato ma non e’ riuscito a parlare con nessuno se non con la segreteria telefonica. A quel punto, ho preso in mano la situazione e ogni pochi minuti ricomponevo il numero fino a che…

“Buongiorno signorina Oggetti Smarriti. Le telefono perche’ quel Pinga di mio marito, il Doc, quello che e’ sempre superordinato, supercurato, supertutto ma con una supertesta per aria, ha lasciato il suo iPod nella tasca dell’aereo nel sedile 9D. Non e’ che per caso e’ stato ritrovato?”
La signorina Oggetti Smarriti mi ha lasciato in linea, e’ andata a controllare e dopo qualche minuto mi ha riferito molto gentilmente che nulla era stato trovato.
“Magari gli inservienti della pulizia non l’hanno visto perche’ non sono passati o non hanno guardato bene… In fondo, e’ un oggetto piccolo” ho ribadito.

A fronte del mio suggerimento, la Signorina Oggetti Smarriti  ha avuto la brillante idea di controllare dove fosse l’aereo andato a finire l’aereo dopo l’atterraggio al Los Angeles International Airport,

“Il velivolo e’ ripartito per Orlando ed e’ atterrato alle 7:10 di questa mattina con il numero 204. Telefoni li’ a questo numero”
“Grazie signorina Oggetti Smarriti. Chiamero’ subito Orlando”. Click

“Pronto Orlando Oggetti Smarriti? Si? Bene, grazie… Orlando, we have a problem… … Orlando, quel Pinga di mio marito, il Doc,… bla bla bla… L’avete trovato?”
“Rimanga in linea che vado a controllare” … … … “Qualcosa e’ stato trovato. di che colore e’ l’iPod?”
“Aspetti che chiamo il Pinga, ops, il Doc, con l’altro telefono”

E cosi’ con un telefono in mano connessa ad Orlando e un altro nell’altra mano connessa al Doc parlavo con entrambi.

“Doc, mi devi dire com’e’ il tuo iPod… Doc, Orando dice che sono stati trovati tre articoli,  uno dei quali e’ uno spazzolino da denti, mi confermi che hai lasciato anche questo?”
“Orlando, si, il Doc  ha confermato che ha lasciato anche lo spazzolino da denti. L’iPod e’ nero, inguainato in un rivestimento di plastica da zebra interista… ah, gia’, magari tu non sa quali sono i colori dell’Inter… Nero ed azzurro… si, e’ c’e’ anche un’altra scatoletta con delle cuffiette…”

La difficolta’ maggiore di questa conversazione a tre era parlare in italiano con il Doc e in inglese con Orlando. Ad un certo punto Orlando ha incominciato a parlarmi in spagnolo (???) al che sono entrata nel pallone…

“Orlando, parla in inglese perche’ faccio gia’ fatica a saltare come un canguro dall’italiano all’inglese… tu non mi complicare la vita…”

Insomma, morale della favola, Orlando ha trovato il preziosissimo tesoretto del Doc.

“Bene,quando vuole venire a ritirarlo?” mi ha chiesto Orlando
“Orlando, noi viviamo a 1000 Querce, la ridente e tranquilla cittadina nella Valle dei Conigli, a nord di LA. Me lo puo’ spedire?”

Quando il Doc ha ritelefonato poco dopo per dare il numero del conto FedEx appositamente istituito per la spedizione celere, ha richiesto la spedizione con consegna il giorno seguente.

Fosse stato per me, avrei fatto la spedizione con consegna la settimana seguente… giusto per farlo crogiolare ancora un po’ nel terrore di non aver trovato il suo amato tesoretto…

Ieri erano 4

Quattro anni ed un giorno fa nasceva T, figlio della sorella del Doc e terzogenito nipotino nella nostra vita dopo AA e P, figli di mia sorella.

Ieri, verso le 11am ora di 1000 Querce, ho telefonato a T per fargli gli auguri. A R. il posto-piu- bello-del-mondo dove T vive a casa dei genitori del Doc, T stava facendo cena.

“Ciao ninno T, sono la zia d’America. Come stai?”
“Ciao zia. Io sto bene e tu?”
“Anche io sto bene, grazie. Ma e’ vero che oggi sei piu’ vecchiarello di ieri?”
“No, no, sono sempre uguale…” mi ha risposto T senza indugi…

Beata gioventu’ che ancora non si rende conto che anche a 4 anni si e’ piu’ vecchi dei precedenti 3…

Per Acca

Acca lavora nella stessa azienda del Doc. Acca e’ una giovane donna, probabilmente piu’ giovane di mia sorella che a fine mese compira’ 37 anni. Acca, come me, e’ immigrata negli USA molti anni fa. Acca, come me, e’ una scienziata. Acca, come me, adora creare usando le mani e la fantasia, lavorare a maglia, all’uncinetto e cucire. Acca, al contrario di me, ha sposato un ragazzo che ha 10 anni in meno di lei. Ad Acca, lo scorso ottobre, e’ stato diagnosticato un tumore al seno, ha fatto la chemioterapia, ha perso tutti i capelli ed ha incominciato ad indossare una parrucca. All’inizio di marzo, Acca e’ stata sottoposta ad un’operazione di ricostruzione del seno. Acca, dopo l’operazione, ha trascorso due settimane a casa in mutua.

Un giorno, poco dopo l’operazione, ho proposto ad Acca di andare a trascorrere qualche ora a casa sua e di prepararle un pranzetto tutto italiano. Acca ha acconsentito con gioia.

Sapendo del suo apprezzamento per i regali fatti a mano, ho deciso di prepararle un pacchetto di “buona convalescenza” che comprendeva anche qualche oggetto utile per il cucito o il lavoro a maglia. Questo e’ quello che ho fatto:

Foto a sinistra: un sacchetto per mettere tutte le cose fatto usando un sacchetto preso ad un congresso sul quale ho coperto la scritta con una grossa H; un set di segnapunti fatti a cioccolatino con il polymer clay (sono un po’ difficili da vedere ma si trovano sull’angolo a destra della H); un libretto rosso, bianco e nero per gli aghi; ed un set giallo, arancione, e viola di presine e relativi panni  asciugapiatti.

Foto centrale: un sacchetto di flanella rosa riempito di riso e lavanda usato per riscaldare il collo o altre parti del corpo (in alto a sinistra); quattro sacchetti con la lavanda (uno con la H, uno con il cuore ed i due a forma di cuore); un puntaspilli (in centro in alto); un biscornu decorato a punto croce; un metro ricoperto con il cuore; ed un sottotazza fatto utilizzando il nastro da mettere al collo che viene dato ai congressi per appendere il cartellino con il proprio nome.

Foto di destra: due tovagliette per la colazione

Ho messo tutti gli oggetti nel sacchetto con la H e l’ho fatta felice come una pasqua! Inaspettatamente, ho saputo che i suoi colori preferiti sono rosso, bianco e nero e che ha usato questi colori per il suo matrimonion. Ho anche inaspettatamente saputo che il giorno in cui sono andata da lei, il 5 marzo, Acca compiva gli anni. Ho evitato di chiederle quanto giovane era per vivere tutto cio’ che stava vivendo in quel momento…

Shopping Compulsivo

(Da sinistra: Doc, P ed E)

Dopo una settimana trascorsa con i nostri amici P & E il Doc si sente solo “come un can” come dice lui con accento modenese. E’ ripiombato nella consapevolezza di vivere nei sobborghi americani con tutto cio’ che questo comporta (ovvero la lontananza dalla citta’).

Nella settimana trascorsa con P & E il Doc si e’ divertito un mondo a parlare, viaggiare, visitare Ojai, Pasadena, Santa Monica, Malibu, Santa Barbara e fare shopping nell’outlet di Camarillo.

Forse per riprendersi da questo shock ieri il Doc ha preso una decisione senza consultarmi…
“Andiamo al mall di 1000 Querce a prendere il caffe’ cosi’ mi fermo al negozio della Apple per ritirare un ordine?” mi ha chiesto.
Anche se non bevo caffe’, l’idea di uscire mi piaceva e quindi ho acconsentito con entusiasmo.

E mentre io mi apprestavo ad andare a depositare un assegno di $30 di rimborso dalle tasse pagate allo stato della California (misera frazione, ma comunque ci viene pur sempre fuori qualcosa…), il Doc entrava nel negozio della Apple e a mia insaputa FACEVA DANNI…

Infatti, dopo aver depositato l’assegno, mi sono recata nel negozio e ivi ho trovato un Doc che stava sproloquiando con una signorina la quale gli consegnava un sacchetto Apple con dentro un involucro di un prodotto Apple dalle dimensioni inconfutabili… Si trattava di un iPAD nuovo nuovo di zecca.

Il Doc, a detta sua, e’ stato indeciso per MOOOOLTO tempo a riguardo di questo acquisto. Non vedeva l’utilita’ dell’ammenicolo,  ma sembra che negli ultimi giorni si sia convinto che l’iPAD sia indispensabile per il suo lavoro da Super-Direttore.

E senza dirmi nulla, quatto quatto, il Doc ha ordinato il suo nuovo giochino e l’ha portato a casa.

“Ma ne avevi proprio bisogno?” gli ho chiesto e lui con occhi da Bugs Bunny che sta per essere messo nel forno con una mela in bocca ed una carota nel culetto mi ha risposto un flebile ma sicuro “Si”.

Inutile rimarcare che ieri sera e’ venuto a dormire ad un’ora invereconda e chissa’ quante altre notti trascorrera’ in compagnia del suo nuovo compagno di lavoro…

In Fermentazione

La fermentazione e’ un interessantissimo processo biochimico. Ce ne sono di tantissimi tipi ma le fermentazioni piu’ conosciute sono quella alcolica e quella lattica (che ci rende stanchi quando facciamo troppa attivita’ fisica o che trasforma il latte in yogurt).

Ebbene, questa sera a 1000 Querce, tranquilla e ridente cittadina della California del sud, si sta svolgendo un’altra fermentazione: la fermentazione da arrivo!!! Io ed il Doc siamo due esseri in fermentazione per l’arrivo dei nostri amici P & E, i secondi ospiti ad essere accolti nella nostra magione di 1000 Querce.

La fermentazione e’ resa ancora piu’ fermentativa dal fatto che i due amici erano convinti di atterrare nella landa del sole perenne domenica; invece, grazie ad un commento fatto solo due giorni fa, si e’ scoperto che partono sabato mattina e pertanto arrivano lo stesso giorno.

I due ospiti arriveranno domani poco dopo mezzogiorno, verranno prelevati all’aeroporto di LA e subito portati nella magione. Qui resteranno per una settimana (si, solo una, sigh), ma io ed il Doc gia’ ci assaporiamo le chiaccherate e le risate che faremo con P & E.

Buon viaggio P & E. Vi aspettiamo!!!

DINK nell’anima

Il viaggio Chicago-Cincinnati e’ stato una specie di incubo. Non come quello dell’andata, ma comunque non e’ stato particolarmente piacevole.

Il moscerino era lo stesso o per lo meno delle stesse dimensioni e ad un certo punto ha incominciato a traballare, vibrare, sobbalzare e muoversi in modo sinistro. Aggrappata ai mancorrenti  del mio sedile confessavo i miei peccati nella speranza di essere assolta nel caso di un cedimento strutturale del velivolo.

Vicino a me, una mamma munita di nanetto biondo e per niente preoccupato mi faceva un po’ di coraggio. Il nanetto, che avra’ avuto piu’ o meno 2 anni, non e’ mai stato fermo, parlava in continuazione, scaraventava i suoi giochi a destra e a manca e si dimenava come un ossesso.

Durante il viaggio durato per fortuna poco piu’ di un’ora, il suddetto nanetto ha cercato
1) di colorare il libro che stavo leggendo, libro che appartiene alla mia amica E (che se oltre al libro maculato–vedi storia precedente–le porto anche il libro colorato con pennarelli fosfoferescenti, mi depenna dalla lista di persone a cui prestare libri),
2) di appropriarsi del mio iPhone  allungando le manine (= tentacoli da piovra) che arraffavano tutto cio’ che trovavano a portata di mano,
3) di mangiare i miei pretzel che costituivano la mia unica fonte di carboidrati per tutta la giornata nonostante a lui la hostess avesse dato un pacchetto appena salito a bordo (ma si sa, l’erba del vicino e’ sempre piu’ verde…)
4) di indottrinarsi di informazioni reperibili su tutte le riviste presenti a bordo che essendo pero’ riviste non propriamente interessanti, dopo una veloce occhiata venivano regolarmente scaraventate per terra,
5) di deliziare per quasi tutto il viaggio i passeggeri del volo Chicago-Cincinnati con canti incomprensibili e con toni tendenti all’acuto tipo scimmietta urlatrice, canti che solo la voce della mamma riusciva di tanto in tanto ad interrompere.

Forse non ci sono piu’ i bambini di una volta, o forse non ci sono piu’ i genitori di una volta, o forse il DINK (Double Income No Kids) che c’e’ in me, sta prendendo il sopravvento.

Devo ammetterlo, ho pensato che l’idea del Cargo Kids non e’ poi cosi’ male…  Bisognerebbero metterla in atto almeno per alcuni bambini…. Solo per alcuni ^o^

[Cargo Kids]

PS Un grazie a C. per avermi segnalato il divertentissimo video ^o^

Il Libro Aperto

Se il Doc avesse preso il taxi che ho preso qualche sera fa a Chicago, guidato da una taxista cinesina con le unghie lunghe e laccate di nero, si sarebbe fatto scarrozzare da Chicago a 1000 Querce (3296 km o 2048  miglia)  in taxi e con la scusa di risparmiare qualche $$$, avrebbe diviso le notti in albergo con lei e chissa’ cos’altro avrebbe fatto.

Se il Doc si fosse trovato sul volo Cincinnati-Los Angeles con la hostess con capelli corvini, viso abbronzato, occhi a mandorla contornati di nero e unghie decorate da una perfetta manicure French tip, avrebbe chiesto di volare a Los Angeles passando dall’Europa, Asia e Oceania e possibilmente con un tragitto a zig-zag sopra e sotto l’Equatore.

Secondo me, il Doc, quando ha visto la signorina che riceve i clienti all’entrata del ristorante giapponese in West Hollywood dove siamo andati ieri sera a mangiare il sushi, ha pensato di tornarci per le prossime 3650 cene.

Alle volte, per me, il Doc—dopo 18 anni e un giorno insieme—e’  un libro aperto.

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La Taverna di Corsa

Lo scorso sabato, io ed il Doc stavamo meditando dove andare per cena.

“il mio avvocato dei brevetti, tale B, [un tipo dall’aria molto tranquilla, che infonde calma e padre di due bimbi piccoli, ndr] mi ha detto che il suo posto preferito a Chicago e’ Tavern on Rush” dico io.

Dopo aver guardato il menu sul sito della Taverna, decidiamo di prenotare un tavolo per due, tavolo che e’ disponibile solo alle 21:30. Poco male; sapendolo, ci sgrufoliamo un guacamole & chips (avocado e patatine di mais) da Chipotle per tenere a bada la fame fino alle 9 e mezza di sera.

Poco dopo esserci seduti al nostro tavolo, notiamo una serie di individuE che a gruppetti di 3 o 4 passano davanti al nostro tavolo per andare in bagno. Curiosamente, sono tutte vestite con una minigonna molto corta e scarpe con i tacchi molto alti.

“Beh, a quanto pare, le minigonne sono nuovamente di moda” commenta il Doc con una punta di piacevole sorpresa
“Pare proprio di si” rispondo aggiungendo “sembra di essere ad un raduno di chirughi plastici accompagnati dai risultati delle loro operazioni. In quel tavolo laggiu’, c’e’ un tipo attorniato da 6 signorine che sembrano tutte uscite da uno strip-club… E pure all’altro tavolo vicino alla finestra c’e’ una sfilza di… come posso definirle… ”
“Effettivamente…” ammicca il Doc “ma sai che a me queste cose non interessano…”

Infatti, a lui certe cose non interessano. Comunque, per la cronaca, grazie al suggerimento di B. e all’occhio clinico del Doc che mi indottrinava sui risultati della chirurgia estetica, e all’andirivieni che per tutta la sera e’ transitato davanti al nostro tavolo, alla fine della cena ero in grado di riconoscere signorine dotate di valli siliconate e con un fondoschiena particolarmente sodo.

Sicuramente, una cena diversa dal solito….

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Toppamenti

Quando uno vive in California per qualche mese, pensa che dopo il 21 marzo tutto il resto del mondo che sta al di sopra dell’equatore e non troppo vicino al circolo polare artico diventi ragionevolmente caldo e vivibile con magliettine di cotone, pantaloni leggeri, scarpe primaverili.

Beh, non e’ cosi’ e io ho palesemente toppato a portarmi i vestiti adatti a Chicago, citta’ che viene anche definita “The wind city”, la citta’ del vento. Ci sara’ ben un motivo… Io me ne sto accorgendo ora…